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E' stato pubblicato il secondo volume open source della collana di Dipartimento di Economia Industriale e Applicata. Il libro è stato curato da Augusto Ninni e si intitola Politica industriale e sviluppo sostenibile. Il lavoro raccoglie – ampliati – gli interventi ad un workshop organizzato nella sede di Parma dal Dipartimento di Economia il 3 ottobre 2014 e che ha visto anche la partecipazione di studiosi dell’Università di Ferrara, di Modena-Reggio Emilia, del S.Anna di Pisa e dello Iefe-Bocconi di Milano. Il volume intende fare il punto su alcuni aspetti del legame (complicato) fra politica industriale e sostenibilità dello sviluppo, e non è quindi indirizzato solo ad una platea di studenti. 

Augusto Ninni 
(a cura di)
Politica industriale e sviluppo sostenibile
 
Dal punto di vista teorico l’unione di due strategie – tornare ad utilizzare la politica industriale come strategia condivisa di crescita economica e adozione di politiche energetiche in grado di rispettare la sostenibilità ambientale – dà luogo alla c.d. green industrial policy, ovvero l’adozione di strumenti di intervento pubblico per la ristrutturazione del sistema economico in direzione della sostenibilità ambientale in aggiunta a obiettivi di crescita, di competitività e di innovazione.

L’unione fra le due strategie può però presentare aspetti anche conflittuali. Gli atti del workshop di Parma analizzano questi elementi. Più in particolare, i cinque contributi proposti nel volume fotografano potenziali, importanti aspetti del rapporto fra politica industriale (più in generale crescita economica guidata dalle istituzioni) e sviluppo sostenibile:

  • il trade-off fra i due concetti nella ricerca di “settori strategici” a livello generale, e la necessità che questo trade-off sia parzialmente compensato a livello innovativo;
  • la possibilità che politiche nazionalistiche non diano luogo ad un gioco a somma zero, ma diano anche risultati favorevoli al raggiungimento di un bene pubblico globale quale il cambiamento climatico;
  • il tendenziale annullamento delle contraddizioni fra incentivi all’operare delle imprese e minimizzazione della loro “impronta” ambientale, grazie all’importante ruolo della certificazione;
  • l’esistenza di tipologie diverse  di rapporto fra i due obiettivi a livello nazionale e a livello locale, e l’importanza in quest’ultimo caso delle istituzioni;
  • l’allargamento/cambiamento del concetto di sostenibilità e gli effetti su di essa (con riferimento al sistema delle imprese) di politiche di aumento della flessibilità del lavoro nella singola impresa (che possono essere considerate un intervento di politica industriale).

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Alessandro Arrighetti 
Augusto Ninni
(a cura di)
La trasformazione ‘silenziosa’. Cambiamento strutturale e strategie di impresa nell’industria italiana
 
Intorno alla metà degli anni novanta alcuni cambiamenti che si stavano sviluppando da tempo nell’industria manifatturiera, secondo dinamiche autonome e percorsi distinti, improvvisamente subiscono una accelerazione e tendono a convergere verso un nuovo modello di produzione. Le caratteristiche essenziali del nuovo paradigma sono l’emergere di un complesso produttivo di natura globale, policentrico sul piano geografico e fortemente interdipendente. Si consolidano, inoltre, forme concorrenziali basate su vantaggi competitivi temporanei che accrescono la volatilità dei mercati e l’instabilità delle traiettorie tecnologiche. Contemporaneamente viene abbandonato un tratto decisivo del precedente modello manifatturiero: si rinuncia alla standardizzazione dei prodotti a favore della ricerca di soluzioni di massima personalizzazione.
Questi elementi e soprattutto la loro combinazione rappresentano le novità di maggior rilievo del mutamento in corso e nello stesso tempo definiscono lo sfondo su cui si proietta l’evoluzione recente del manifatturiero italiano. I segnali della partecipazione del sistema produttivo nazionale a questi processi erano e sono visibili - prima fra tutti la capacità di basare le esportazioni su una elevata, e qualitativamente significativa, capacità di differenziazione del prodotto - anche se talvolta si manifestano con tendenze di natura contrastanti. Tali evidenze comunque non sempre sono state raccolte e discusse, preferendo molti analisti ribadire la più semplice e consolatoria profezia del ‘declino’. La conseguenza è stata che si è trascurato di segnalare l’affiorare e il materializzarsi di una forte eterogeneità delle condotte di impresa che ha preso la forma di una ‘trasformazione silenziosa’ del paesaggio industriale italiano. Questo volume cerca di fornire qualche elemento di riflessione per comprendere le traiettorie del rinnovamento e tentare di identificare i soggetti e le forze che ne saranno parte attiva (e quelli che tendenzialmente ne verranno esclusi).
 
Pubblicato Giovedì, 11 Dicembre, 2014 - 16:42 | ultima modifica Giovedì, 24 Settembre, 2015 - 16:33